Una giornata di famiglia, terra e filiera nei nostri campi.

Ci sono giornate che, quando finiscono, non finiscono davvero.

Restano nelle immagini, nei gesti, negli sguardi, nelle parole dette mentre si cammina tra le spighe o mentre ci si ferma a guardare una vecchia mietitrice tornare a vivere sull’aia. La Festa del Raccolto 2026, per noi del Molino De Vita, è stata una di queste giornate.

Il 16 giugno, abbiamo aperto ancora una volta le porte dei nostri campi, del nostro Molino e della nostra storia. Lo abbiamo fatto insieme al Pastificio dei Campi, con cui condividiamo da anni un percorso che non si può più definire soltanto collaborazione. Sarebbe riduttivo. Perché quando il tempo trasforma un rapporto di lavoro in fiducia, stima e visione comune, allora vuol dire che quella relazione è diventata parte della propria identità.

La Festa del Raccolto, quest’anno, ha avuto un sapore ancora più profondo. Nel 2026 il Molino De Vita compie trent’anni e ritrovarci tutti insieme, proprio nei luoghi da cui tutto nasce, ci ha ricordato che questo traguardo non appartiene solo a un’azienda. Appartiene a una famiglia, a una terra, a chi ha seminato prima di noi e a chi oggi continua a portare avanti questa storia.

La presenza di nonno Vincenzo è stata, ancora una volta, una delle immagini più forti della giornata. Lui rappresenta la memoria viva delle nostre radici agricole. Accanto a lui c’erano Nicola, Francesca, Vincenzo e tutta la famiglia del Molino: non solo la famiglia De Vita, ma anche tutte le persone che ogni giorno lavorano con noi e che, in giornate come questa, sentiamo ancora di più come parte della stessa storia.

A condividere questo momento con noi c’erano anche il Dott. Pasquale De Vita, Responsabile CREA Foggia, il Presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti e l’Assessora al Turismo e alla Promozione della Regione Puglia Graziamaria Starace. Presenze che hanno confermato l’attenzione e la stima verso il percorso del Molino De Vita e verso una Festa del Raccolto che, anno dopo anno, continua a raccontare non solo un’azienda, ma un territorio, una filiera e una comunità.

Vedere insieme più generazioni, nello stesso campo, davanti allo stesso grano, ci ha emozionato. Perché in fondo la Festa del Raccolto serve anche a questo: a ricordarci che il nostro lavoro non nasce dalle macchine, dai silos o dai numeri, ma dalla terra e dalle persone.

Lo ha raccontato bene Nicola De Vita, parlando del rapporto con Giuseppe Di Martino e con il Pastificio dei Campi: «Quando una collaborazione dura così a lungo, vuol dire che alla base non ci sono solo accordi commerciali. Ci sono fiducia, rispetto e un modo comune di guardare alla filiera. La presenza dei nostri figli in questa giornata racconta proprio questo: il desiderio di continuare a costruire qualcosa che abbia radici solide e futuro».

Anche Giuseppe Di Martino ha restituito il senso più autentico di questo legame: «Per fare una grande pasta serve una grande semola, ma prima ancora servono persone che credono nello stesso modo di lavorare. Con la famiglia De Vita c’è un rapporto vero, fatto di confronto, stima e responsabilità verso una filiera italiana di qualità».

Poi ci sono stati i campi. Le spighe. Il rumore della trebbiatura. La mietitrice restaurata. La convivialità della tavola.

Ci siamo anche divertiti. E tanto.

La presenza di Michele Monopoli ha portato nella giornata quella spontaneità che normalmente arriva attraverso i suoi video, seguiti e visualizzati da tantissime persone. Stavolta, però, l’abbiamo potuta toccare con mano. Michele ha vissuto la Festa con curiosità, semplicità e partecipazione vera. I suoi complimenti per il nostro lavoro, per il legame con la terra e per il modo in cui proviamo a raccontare la filiera ci hanno fatto piacere perché sono arrivati con naturalezza, senza formalità. Come accade quando chi conosce davvero la terra riconosce il valore di chi la rispetta.

La Festa del Raccolto 2026 ci ha lasciato addosso una sensazione precisa: la consapevolezza che la qualità non è mai solo una questione tecnica. La qualità nasce da una scelta, da un modo di stare dentro la propria terra, da una responsabilità verso chi produce, chi trasforma e chi porta avanti una filiera.

Per noi, ogni raccolto è questo.

È memoria e lavoro.
È famiglia e futuro.
È grano che diventa semola.
È semola che diventa pasta.
È una storia che continua.

E continua da qui, da Casalvecchio di Puglia, con la stessa convinzione che ci accompagna da sempre: siamo agricoltori prima che mugnai.